A seguito della pubblicazione, nel settembre 2018, di un report relativo all’immigrazione dei cittadini provenienti dallo Spazio Economico Europeo nel Regno Unito da parte del Migration Advisory Committee (Comitato consultivo sulla migrazione), l’organismo indipendente che fornisce consulenza al Governo britannico in merito alle questioni di immigrazione, il Governo di Theresa May ha rivelato il proprio piano per il post-Brexit.

In data 21 settembre 2018 la Inner House della Court of Session scozzese (corte d’appello scozzese) ha presentato una domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in merito alla possibilità per il Regno Unito di revocare unilateralmente la notifica dell’intenzione di recedere dall’Unione, presentata il 29 marzo 2017 in attuazione dell’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea (TUE), così da continuare a farne parte.

In data 25 settembre 2018, durante la conferenza annuale di Liverpool, il Partito Laburista ha approvato una mozione che prevede la possibilità di invocare un secondo referendum nel caso in cui non venga raggiunto un accordo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea o se, qualora si dovesse giungere ad un accordo, questo dovesse essere respinto dal Parlamento britannico.

Il 19 settembre 2018 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza relativa alla Causa RO, si è pronunciata in merito all’esecuzione, nel periodo transitorio successivo alla notificazione della propria intenzione di recedere dall’Unione Europea, di un mandato di arresto europeo emesso dal Regno Unito.