Il quotidiano britannico The Guardian sarebbe entrato in possesso di un documento riservato, redatto dalla commissione giuridica del Parlamento Europeo (PE), nel quale si afferma che dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea spetterà a ciascuno Stato Membro decidere se consentire ai cittadini britannici di continuare a risiedere all’interno dei propri confini oppure no.

La sentenza del 24 gennaio rappresenta il passaggio conclusivo di una vicenda giudiziaria che ha preso il via pochi giorni dopo il referendum del 23 giugno 2016. Infatti, già il 26 giugno 2016, una prima azione giudiziaria sulla necessità di sottoporre al voto parlamentare la possibilità di invocare l’art. 50 era stata instaurata dal Sig. Deir Dos Santos.

Il capo negoziatore dell’UE per la Brexit, Michael Barnier, ha recentemente dichiarato che il processo di recesso del Regno Unito si dovrà concludere entro ottobre 2018. Alla luce dell’annuncio della Premier britannica di formalizzare l’uscita entro marzo 2017 (sempre che la Corte Suprema non arresti il procedimento e rimetta l’esito del referendum al voto del Parlamento), la dichiarazione di Barnier prospetta un arco temporale di circa un anno e mezzo per completare le negoziazioni e la stesura dell’accordo.

Anche nel settore della concorrenza, le conseguenze della Brexit dipenderanno dagli accordi di uscita che verranno conclusi tra il Regno Unito e l’Unione Europea (UE) nell’ambito della procedura di recesso di cui all’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea (TUE).
Gli scenari prospettabili sono tre, a seconda che il Regno Unito decida di entrare a far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE), di concludere accordi meno stringenti con l’UE, ovvero di propendere per un’uscita non disciplinata da specifici accordi, che si fondi sostanzialmente sulle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Approfittando della campagna mediatica #LondonIsOpen lanciata dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, per ribadire che, nonostante Brexit, la città è felice della sua multiculturalità e sempre pronta ad accogliere e ospitare persone e imprese provenienti da ogni parte del mondo, Uber ha invitato tutti i suoi clienti ad esprimersi sui nuovi criteri previsti da Transport for London (“TfL”) per la concessione di licenze di guida per i conducenti di auto a noleggio (“NCC”).