THERESA MAY PRESENTA LA SUA PROPOSTA PER LA TUTELA DEI CITTADINI UE DOPO BREXIT

In this grab taken from video British Prime Minister Theresa May speaks during her first session of Prime Minister's Questions at the House of Commons, in London, Wednesday July 20, 2016. Chancellor of the Exchequer Philip Hammond sits at right. Prime Minister Theresa May is making her first overseas trip as Britains leader on Wednesday to meet German Chancellor Angela Merkel, a key figure in negotiating Britain's exit from the European Union. (Parliamentary Recording Unit via Associated Press Video) TV OUT - NO ARCHIVE

Durante il vertice del Consiglio europeo del 22 giugno 2017, la Premier britannica Theresa May ha presentato la sua proposta circa lo status e i diritti di cui beneficeranno i cittadini europei a seguito della Brexit.

Theresa May ha così affermato di essere intenzionata a fornire il massimo grado di certezza ai 3 milioni di cittadini europei che attualmente vivono nel Regno Unito, dichiarando che a nessuno di essi verrà chiesto di lasciare il Paese dopo la Brexit e che le famiglie non verranno separate. I punti salienti dell’offerta britannica consistono:

  • nella concessione, a qualsiasi cittadino europeo con cinque anni di soggiorno prima della Brexit, della residenza permanente; in tal modo, essi potranno beneficiare degli stessi diritti dei cittadini britannici in materia di sanità, scuola, benefici sociali e pensioni. Inoltre, ai cittadini europei che arriveranno nel Regno Unito comunque prima della Brexit, sarà data l’opportunità di ottenere la residenza permanente a seguito di un soggiorno di cinque anni;
  • nel riconoscimento, a tutti i cittadini europei, dei diritti previsti dalla legislazione UE fino alla data della Brexit;
  • in un periodo di garanzia di due anni, durante il quale coloro che arriveranno in territorio britannico prima della Brexit avranno l’opportunità di regolarizzare il loro status sulla base delle nuove regole; e
  • nell’attivazione di procedure amministrative semplificate, in particolare attraverso l’uso di strumenti digitali per le registrazioni.

Il Primo Ministro ha tuttavia aggiunto che la proposta sarà valida solo se gli stessi diritti saranno riconosciuti ai cittadini britannici residenti nell’UE ed ha respinto la richiesta di Bruxelles che vorrebbe per tali diritti una competenza giurisdizionale attribuita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

I dettagli della proposta del Regno Unito sono stati pubblicati lunedì 26 giugno; tale proposta costituirà la base di discussione per entrare nel vivo della trattativa al prossimo round del negoziato, previsto per il 17 luglio.

Da Bruxelles non sono mancati i commenti. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha commentato l’offerta affermando che questa costituisce “un primo passo, ma questo passo non è sufficiente”, mentre Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, ha ritenuto la proposta britannica “sotto le aspettative”, in quanto andrebbe a peggiorare la situazione dei cittadini europei stabiliti nel Regno Unito.

 

Davide Scavuzzo