SOLUZIONE DI BACKSTOP. IL GOVERNO BRITANNICO SI IMPEGNA A DARE MAGGIORI POTERI ALL’IRLANDA DEL NORD

In data 9 gennaio 2018, il Governo britannico ha pubblicato un documento che delinea delle misure volte a conferire all’Irlanda del Nord un maggiore ruolo nella questione della cosiddetta soluzione di backstop, che prevede che, in assenza di un accordo alternativo, l’Irlanda del Nord rimanga parte del Mercato Unico e dell’Unione doganale.

In data 9 gennaio 2018, il Governo britannico ha pubblicato un documentoche delinea delle misure volte a conferire all’Irlanda del Nord un maggiore ruolo nella questione della cosiddetta soluzione di backstop, che prevede che, in assenza di un diverso accordo, l’Irlanda del Nord rimanga parte del Mercato Unico e dell’Unione doganale.

In base all’Accordo di uscita[1], la soluzione di backstop si applicherebbe dalla fine del periodo transitorio, ossia da gennaio 2021, nel caso in cui non venga raggiunto un accordo commerciale tra Londra e Bruxelles entro dicembre 2020, e fino al momento in cui un eventuale accordo successivo tra Regno Unito ed Unione Europea divenga applicabile, salvo che le parti decidano congiuntamente di estendere il periodo di transizione.

Inoltre, il Protocollo Irlanda – Irlanda del Nord[2], annesso all’Accordo di uscita raggiunto nel Novembre 2018[3], specifica al suo articolo 1, paragrafo 4, che le disposizioni di quest’ultimo troveranno applicazione a meno che e finché (“unless and until”) non venga trovato un (diverso) accordo tra Regno Unito e Unione Europea sulla questione del confine fisico tra Irlanda ed Irlanda del Nord. Le parti saranno vincolate soltanto al principio di buona fede, richiamato dall’articolo 2 dell’Accordo di uscita ed al massimo impegno reciproco, exarticolo 184 del medesimo Accordo.

Tra i punti chiave del Protocollo vi sono la tutela dell’Accordo di Belfast, il mantenimento della Common Travel Area tra Regno Unito ed Irlanda e del Single Electricity Market (SEM) in Irlanda, nonché la creazione di un territorio doganale unico comprendente il Regno Unito e l’Unione Europea, che garantisca una concorrenza aperta e leale in materia fiscale, ambientale e del lavoro e l’applicazione in Irlanda del Nord di alcune norme europee relative al Mercato Unico, al fine di assicurare il pieno accesso ai mercati britannico ed europeo per le imprese irlandesi[4]

Il documento pubblicato sancisce l’impegno del Regno Unito a dare un ruolo più consistente all’Assemblea e all’Esecutivo dell’Irlanda del Nord, prima che la soluzione di backstop divenga applicabile. 

In particolare, è previsto che nel caso in cui non venga raggiunto un accordo entro la fine del 2020, e prima di decidere per l’estensione del periodo transitorio o per l’applicazione della soluzione di backstop, l’Assemblea dell’Irlanda del Nord potrà esprimere la propria opinione e votare sulla questione[5]. Inoltre, nel caso in cui il Regno Unito dovesse concordare con l’Unione nuove disposizioni da aggiungere all’ambito di applicazione del Protocollo, il Governo britannico dovrà prima ottenere il consenso dell’Assemblea legislativa dell’Irlanda del Nord[6]

L’Accordo di uscita istituisce anche diverse sedi istituzionali in cui il Protocollo sarà discusso, supervisionato e sviluppato in termini operativi: un Joint Committee, uno Specialised Committee on the Northern Ireland Protocol e un Joint Consultative Working Group. Tali organismi saranno formati da rappresentanti del Regno Unito e dell’Unione Europea. A tal riguardo, il Governo britannico ha sottolineato il suo impegno a coinvolgere anche l’Esecutivo dell’Irlanda del Nord, concordando con questo un Memorandum of Understanding che ne definisca il ruolo, nel caso in cui vengano discusse questioni specifiche relative all’Irlanda del Nord.

Il Governo britannico ha infine ribadito il suo impegno a garantire l’accesso al mercato del Regno Unito alle imprese dell’Irlanda del Nord, anche in caso di regole divergenti dovute all’applicazione della soluzione di backstop. Come sopra detto, infatti, in tale circostanza, una parte della legislazione europea relativa al Mercato Unico, limitata a quanto necessario per evitare ostacoli allo scambio di beni, sarebbe applicabile all’Irlanda del Nord. 

Sara Capruzzi


[1]Disponibile al seguente LINK.

[2]Disponibile al seguente LINK.

[3]Si veda il nostro precedente contributo, disponibile al seguente LINK.

[4]L’Attorney General Geoffrey Cox ha rilasciato un parere relativo agli effetti giuridici del Protocollo Irlanda – Irlanda del Nord. Si veda il nostro contributo, disponibile al seguente LINK.

[5]Paragrafi 16-20 del documento.

[6]Si vedano i paragrafi 22-23 del documento: “…The Protocol provides for alignment in Northern Ireland with a small fraction of EU Single Market rules, and only those strictly necessary to avoid a hard border on the island of Ireland. Where those laws are updated or replaced, they would apply in Northern Ireland as updated. However, Article 15(5) of the Protocol sets out that that where there is a proposal for a new EU law, which is within the scope of the backstop (for example, relating to goods regulation) but concerns a new area of regulation that addition needs the consent of the United Kingdom. The EU could not mandate the UK to accept that such a regulation must apply in Northern Ireland. 

The addition of new areas of Northern Ireland specific alignment subsequent to the backstop coming into force is clearly significant and, the Government believes, necessitates oversight from the democratically elected representatives of the people of Northern Ireland. We will therefore legislate in domestic law to ensure that a UK Minister will be required to seek agreement of the Northern Ireland Assembly before reaching any agreement in the UKEU Joint Committee to add additional alignment provisions to the scope of the Protocol…”. 

In base all’Accordo di uscita[1], la soluzione di backstopsi applicherebbe dalla fine del periodo transitorio, ossia da gennaio 2021, nel caso in cui non venga raggiunto un accordo commerciale tra Londra e Bruxelles entro dicembre 2020, e fino al momento in cui un accordo successivo tra Regno Unito ed Unione Europea diventerà applicabile, salvo che le parti decidano congiuntamente di estendere il periodo di transizione.

Inoltre, il Protocollo sull’Irlanda – Irlanda del Nord[2], annesso all’Accordo di uscita raggiunto nel Novembre 2018[3], specifica al suo articolo 1, paragrafo 4, che le disposizioni dell’Accordo di uscita troveranno applicazione a meno che e finché (“unless and until”) non venga trovato un (diverso) accordo tra Regno Unito e Unione Europea su come risolvere la questione del confine tra Irlanda ed Irlanda del Nord. Le parti saranno vincolate soltanto al principio di buona fede, richiamato dall’articolo 2 dell’Accordo di uscita ed al massimo impegno reciproco, exarticolo 184 del medesimo Accordo.

Tra i punti chiave del Protocollo vi sono la tutela dell’Accordo di Belfast, il mantenimento della Common Travel Area tra Regno Unito ed Irlanda e del Single Electricity Market(SEM) in Irlanda, nonché la creazione di un territorio doganale unico comprendente il Regno Unito e l’Unione Europea, che garantisca una concorrenza aperta e leale in materia fiscale, ambientale e del lavoro e l’applicazione in Irlanda del Nord di alcune norme europee relative al Mercato Unico, al fine di assicurare il pieno accesso ai mercati britannico ed europeo per le imprese irlandesi[4]

Il documento pubblicato sancisce l’impegno del Regno Unito a dare un maggiore ruolo all’Assemblea e all’Esecutivo dell’Irlanda del Nord, prima che la soluzione di backstop divenga applicabile. Tali istituzioni decentrate non sono attualmente funzionanti, sebbene il Governo britannico si sia impegnato a ripristinarle quanto prima. 

In particolare, è previsto che nel caso in cui non venga raggiunto un accordo entro la fine del 2020, e prima di decidere per l’estensione del periodo transitorio o per l’applicazione della soluzione di backstop, l’Assemblea dell’Irlanda del Nord potrà esprimere la propria opinione e votare sulla questione[5]. Inoltre, nel caso in cui il Regno Unito dovesse concordare con l’Unione nuove disposizioni da aggiungere all’ambito di applicazione del Protocollo, il Governo britannico deve prima ottenere il consenso dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord[6]

L’Accordo di uscita istituisce un numero di forum in cui il Protocollo sarà discusso, supervisionato e sviluppato in termini operativi: un Joint Committee, una Specialised Committee on the Northern Ireland Protocol e un Joint Consultative Working Group. Tali organismi saranno formati da rappresentanti del Regno Unito e dell’Unione Europea. A tal riguardo, il Governo britannico ha sottolineato il suo impegno a coinvolgere l’Esecutivo dell’Irlanda del Nord, concordando con questo un Memorandum of Understanding che ne definisca il ruolo nei confronti di tali organismi, nel caso in cui vengano discusse questioni specifiche relative all’Irlanda del Nord.

Il Governo britannico ha inoltre ribadito il suo impegno a garantire l’accesso al mercato del Regno Unito per le imprese dell’Irlanda del Nord, anche in caso di regole divergenti dovute all’applicazione della soluzione di backstop. Come sopra menzionato, infatti, in tale circostanza, una parte della legislazione europea relativa al Mercato Unico, limitata a quanto necessario per evitare ostacoli allo scambio di beni, sarebbe applicabile all’Irlanda del Nord. 

Sara Capruzzi


[1]Disponibile al seguente LINK.

[2]Disponibile al seguente LINK.

[3]Si veda il nostro precedente contributo, disponibile al seguente LINK.

[4]L’Attorney General Geoffrey Cox ha rilasciato un parere relativo gli effetti giuridici del Protocollo sull’Irlanda – Irlanda del Nord. Si veda il nostro contributo, disponibile al seguente LINK.

[5]Paragrafi 16-20 del documento.

[6]Si vedano i paragrafi 22-23 del documento: “…The Protocol provides for alignment in Northern Ireland with a small fraction of EU Single Market rules, and only those strictly necessary to avoid a hard border on the island of Ireland. Where those laws are updated or replaced, they would apply in Northern Ireland as updated. However, Article 15(5) of the Protocol sets out that that where there is a proposal for a new EU law, which is within the scope of the backstop (for example, relating to goods regulation) but concerns a new area of regulation that addition needs the consent of the United Kingdom. The EU could not mandate the UK to accept that such a regulation must apply in Northern Ireland. 

The addition of new areas of Northern Ireland specific alignment subsequent to the backstop coming into force is clearly significant and, the Government believes, necessitates oversight from the democratically elected representatives of the people of Northern Ireland. We will therefore legislate in domestic law to ensure that a UK Minister will be required to seek agreement of the Northern Ireland Assembly before reaching any agreement in the UKEU Joint Committee to add additional alignment provisions to the scope of the Protocol…”.